Vincenzo Latronico, LA COSPIRAZIONE DELLE COLOMBE

IL LIBRO. Tutto ha inizio con un sogno: l’ammissione alla Harvard Corporation of America che vanta “8 Presidenti degli Stati Uniti d’America, 22 Presidenti di nazioni estere, 40 premi Nobel e alcune decine degli uomini più ricchi del mondo”. Il sogno appartiene al diciassettenne Alfredo Cannella, veneziano “perbene”, i cui genitori sono perfettamente in grado di pagare i 70.000 dollari  dovuti per la retta d’iscrizione. L’ostacolo non previsto per chi si sente sicuro per censo, capacità ed anche attività extra curricolari di preparazione , arriva dal rifiuto della stessa Università: “I te ga segà”, commenta ironico Giulio Cannella, dando inizio alla lunga operazione di riscatto di Alfredo agli occhi del padre. Per il giovane si aprono comunque le porte della Bocconi di Milano , dove la sua vita  si intreccerà con quella di Donka Berati, lo studente albanese che alla Harvard era entrato per merito, con una borsa di studio per esserne poi espulso. Paradossalmente tra i due nascerà un’amicizia che sembra inattaccabile anche se la vita li separerà , conducendoli su strade parallele, fatte di umiliazioni, sconfitte, vittorie, ed ancora progetti, sogni e soprattutto… sfide, dove ognuno mette in gioco tutto se stesso. Inizialmente a vincere sarà Alfredo, il “falco”, mentre Donka assume il ruolo della “colomba”, anche se,  come commenta lui stesso, “ io sono un falco che finge di essere una colomba”. Il primo scalerà i vertici del successo attraverso speculazioni edilizie e finanziarie ; il secondo sembra destinato al grigio ruolo di assistente universitario di un professore, Eugenio Corradini, geniale e dispotico. Contro ogni regola le rette parallele, che rappresentano la vita di Alfredo e Donka, sono però destinate ancora ad incontrarsi e scontrarsi sui grandi temi della vita, incluso l’amore. L’amore è rappresentato da Drina Držić, figura apparentemente poco rilevante, relegata nel più classico dei  ruoli femminili, fragile e forte nello stesso tempo ma determinante nel dipanarsi del  filo narrativo del racconto. La vediamo per la prima volta giovane studentessa ad Harvard ,che lascerà interrompendo gli studi,  per far ritorno nella natia Croazia; quindi,  nella “visione della storia come grande corte”, la incontriamo di nuovo, dieci anni dopo, donna affascinante e affermata. Nell’aprile 2013 Drina ,per un pirandelliano “ gioco delle parti”, diventerà l’amante di Alfredo Cannella; nel novembre 2014 rivedrà Donka, l’uomo da cui era fuggita, mentre aspettava suo figlio. Alternativamente amerà entrambi gli uomini ,facendo soltanto alla fine del romanzo la sua scelta, quando falchi e colombe avranno invertito i ruoli e l’ombra del tradimento, che tutti i protagonisti del romanzo hanno già provato e sentito sulla loro pelle, verrà a chiudere il sipario su una storia abilmente narrata da un misterioso narratore che diventa ,capitolo dopo capitolo,  spettatore ed artefice del dramma che ha abilmente creato. (Vincenzo Latronico, La cospirazione delle colombe, Bompiani 2011)

LA CITAZIONE. «Un risultato noto nella teoria dei giochi è che la selezione naturale tende a privilegiare i gruppi di colombe. Benché nel singolo incontro il falco abbia la meglio, infatti, alla lunga le colombe riterranno più efficace interagire solo con altre colombe, tenderanno a formare un gruppo a sé; e questo gruppo, collettivamente, prospererà molto più di quello dei falchi, rimasti senza prede da tradire… Il risultato ha qualcosa di paradossale: le colombe che non possono mai “vincere” un incontro, sul lungo termine hanno la meglio; i falchi, emarginati, non troveranno più nessuno disposto ad accordarsi con loro, e finiranno per estinguersi».

IL PERSONAGGIO. Alfredo, Donka, Drina: indubbiamente il triangolo perfetto, ciascun personaggio ne rappresenta in modo equilibrato un angolo, un punto di vista da cui raccontare la propria storia. Ma ecco che oscuro, nascosto e poi improvvisamente palese e sempre più importante, appare il NARRATORE, il burattinaio che muove le  marionette. Lo incontriamo inizialmente nella veste di uno studente di filosofia, compagno di Donka in un corso d’inglese alla Bocconi; si presenta con un generico IO, con una data, “avevamo 25 anni”, con un falso Erasmus negli USA e soprattutto come abile conoscitore della “teoria dei giochi”. Poi sparisce per interi capitoli per riemergere il 10 Giugno 2010, giorno in cui celebra il suo compleanno e l’abbandono del ruolo di assistente universitario con una festa liberatoria intitolata “Addio triste lunedì”. Una scelta coraggiosa che lo porta verso altre mete lavorative: a Berlino, dove scrive sul giornale online “Guardian”, quindi di nuovo a Milano come corrispondente dello stesso giornale. Qui finalmente abbiamo la rivelazione dell’identità di colui che è il deus ex machina della storia: VINCENZO, ossia l’autore stesso del libro. Fondamentale per comprendere il suo importantissimo ruolo, il  nuovo incontro con Donka, da cui avrà il materiale per l’articolo esplosivo del 14 Maggio 2015, pubblicato inizialmente sul “Guardian” e ripreso il giorno dopo da tutti i giornali. La tesi sostenuta da Vincenzo è semplice ma devastante:  la Mountain Heights Arbitrage, società creata da Miles Rosewater, personaggio le cui vicende s’intrecciano in modo indissolubile con quelle dei tre protagonisti, è in realtà un’enorme truffa finanziaria,messa in piedi dallo stesso Miles. Crolla un impero economico, cadono i “falchi”, le “colombe” si prendono la loro rivincita come vuole la “teoria dei giochi” di cui Vincenzo è sostenitore e fautore.

S(HORT) M(EMO OF THE) S(TORY). Passioni incontrollabili, ambizioni frustrate, progetti grandiosi e fallimentari: un cocktail velenoso per l’educazione accademico-finanziaria di due protagonisti del nostro tempo.

a cura dell’ITCG Marconi, Anagni (FR)

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